La periodizzazione dell’allenamento nel ciclismo

La periodizzazione dell’allenamento nel ciclismo, spiegata in modo diverso ed originale. L’articolo che ti propongo oggi è “storico”, nel senso che la sua prima versione era stata pubblicata sul vecchio blog.

Questo è il riassunto di un’interessante ricerca sul tema della periodizzazione. L’ho scelta per una serie di motivi:

  • è una ricerca italiana;
  • è innovativa perché, nonostante non vada a scoprire nulla di nuovo, conferma alcune basi teoriche di riferimento;
  • contiene spunti di riflessione interessanti.

Quanto leggerai di seguito è frutto del lavoro di Paolo e Andrea, conosciuti grazie alla loro ricerca.

Ringraziandoli della loro disponibilità, te li presento (l’articolo è di parecchi anni fa):

Paolo Cintia: Nato a Marsciano (Perugia), ha una laurea specialistica e un dottorato in Informatica, entrambi conseguiti presso l’Università di Pisa.

Oggi è post-doc all’Istituto di Scienze dell’Informazione del CNR, dove si occupa di Big Data, con attenzione a due ambiti: mobilità e performance sportiva.

Partecipa a progetti europei di ricerca in tema di analisi e integrazione di dati di mobilità, con particolare riferimento alla telefonia mobile, e collabora con la Northeastern University di Boston sul tema emergente della Scienza del Successo.

Luca Pappalardo: Nato a Salerno, dove consegue la laurea specialistica in Informatica, si trasferisce in Toscana dove consegue il dottorato di ricerca in Informatica presso l’Università di Pisa.

È ora ricercatore postdoc all’Università di Pisa e visitor presso la Northeastern University di Boston. Si è occupato di Data Science e Big Data analytics, con particolare attenzione allo studio della mobilità umana, delle reti sociali e dei sistemi complessi.

Attualmente, nell’ambito della cosiddetta Scienza del Successo, le sue ricerche sono volte alla comprensione delle dinamiche, sia individuali che collettive, che caratterizzano i comportamenti di successo delle performance sportive.

In questo articolo vedremo:

Are you Ready? Si parte!

La periodizzazione è morta, viva la periodizzazione

Anonimo

La periodizzazione dell’allenamento nel ciclismo e i samurai

L’antica arte marziale dei Samurai richiedeva una pratica giornaliera e una disciplina costante, una devozione alle arti guerriere che sfiorava il fanatismo religioso.

“Copiando un buon modello ed esercitandosi con impegno”, diceva il maestro giapponese Ittei, “anche un cattivo samurai può migliorare”.

Nella società occidentale, industriosa e pigra allo stesso tempo, lo spirito zen dei Samurai sopravvive solo nel cuore degli eroi moderni: gli sportivi.

Personalità come Usain Bolt, Lionel Messi o Chris Froome ci appaiono come un mix perfetto di talento e determinazione, tecnica e intelligenza.

Le gesta olimpiche conferiscono loro la status di campioni, macchine efficienti che convertono la fatica in pura gloria.

Lo sport e la filosofia zen erano precisamente gli argomenti che io e Paolo stavano discutendo in una splendida giornata di sole, seduti comodamente sui divani del Dipartimento di Informatica, all’Università di Pisa. 

Eravamo particolarmente interessati al ciclismo, lo sport che Paolo pratica quasi ogni giorno.

“Deve esserci un modo per capire come allenarsi, sono convinto che il talento da solo non sia sufficiente” – disse Paolo.

“Certo che non lo è”, replicai, “esercitandosi con impegno anche un cattivo samurai può migliorare” prendendo in prestito le parole del maestro Ittei.

La discussione si sviluppò rapidamente e ci muovemmo fuori, nel mezzo del flusso di biciclette che attraversa il grazioso centro storico di Pisa.

Molte domande iniziarono a vagare curiose nella nostra mente:

“Chi sono i campioni nel ciclismo? Quali sono i fattori che determinano il successo nello sport? Conta più il talento o la pratica?”

Essere o praticare, questo era il problema.

Solo qualche anno fa, il cammino di quelle domande curiose sarebbe terminato nel vicolo cieco della pure speculazione. 

Io e Paolo non abbiamo accesso a strumenti per misurare le prestazioni sportive, né accesso a laboratori specializzati per osservare i ciclisti in azione.

Fortunatamente, oggi questo non è un problema.

La periodizzazione dell’allenamento nel ciclismo: i big data

Per rispondere a queste affascinanti domande non abbiamo bisogno di nessun costoso laboratorio.

Quello di cui abbiamo bisogno è gratis e disponibile in grandi quantità.

Tutto quello che ci serve sono i Big Data. 

Nell’era dei social network, le persone condividono sul Web sempre più informazioni: emozioni, pensieri, foto, successi, preferenze e persino le loro prestazioni sportive.

Strava, ad esempio, è un fitness social network, una sorta di Facebook dove migliaia di ciclisti amatoriali come Paolo condividono le proprie gesta da tutto il mondo, pubblicando informazioni sul percorso e il battito cardiaco.

Attraverso i servizi resi disponibili da Strava, Paolo ha scaricato una grande quantità di dati sulle sessioni di allenamento di circa 30mila ciclisti (anonimizzati), effettuate in un periodo di 7 mesi, da novembre 2012 a maggio 2013.

La grande quantità di dati ci ha permesso non solo di soddisfare le nostre curiosità, ma anche di eseguire il primo studio scientifico su larga scala sulle prestazioni ciclistiche.

La ricerca

Partendo dai dati di Strava, abbiamo tracciato la storia degli allenamenti di ogni ciclista amatoriale calcolando lo sforzo e la prestazione raggiunta in ogni singola sessione di allenamento.

Sfruttando algoritmi di Data Mining, abbiamo diviso i ciclisti in diversi gruppi, o gruppo, in base alla similarità nell’evoluzione dei loro allenamenti.

Due ciclisti appartengono allo stesso gruppo se la loro storia di allenamento è simile.

I nostri algoritmi hanno rivelato tre diversi gruppi di ciclisti:

  • chi ha basse prestazione durante tutto il periodo;
  • coloro che migliorano molto le prestazioni nell’ultima parte della stazione (da marzo a maggio);
  • pochi che mantengono prestazioni alte durante tutto il periodo.

La Figura in basso fornisce una rappresentazione grafica dell’evoluzione tipica degli allenamenti per i tre gruppi ottenuti.

La periodizzazione dell'allenamento nel ciclismo e allenamenti

I ciclisti nel gruppo 2 (la curva rossa nella figura), cominciano la stagione con le prestazioni peggiori.

Tuttavia raggiungono le prestazioni migliori nella parte finale e più cruciale della stagione (maggio), quando hanno luogo tutte le principali competizioni ciclistiche amatoriali.

In queste gare, essi sarebbero i vincitori.

“Appartengo di sicuro al gruppo 2!”, mi disse Paolo confrontando le sue prestazioni con quelle dei ciclisti di Strava.

“Strano, ero convinto fossi tra quelli scarsi”, replicai scherzando.

La periodizzazione dell’allenamento nel ciclismo: conclusioni

C’è un altro aspetto che dobbiamo capire: come si allenano i ciclisti vincenti?

Per rispondere a questa domanda cruciale, abbiamo studiato il carico di allenamento dei ciclisti dei gruppo 2 e 3.

Sorprendentemente, abbiamo scoperto che lo sforzo impiegato dai ciclisti vincenti è in generale più basso.

Come possiamo notare dalla figura seguente, un tipico ciclista del gruppo 2 (la curva rossa) comincia con bassi carichi di lavoro, aumentandoli gradualmente man mano che la stagione delle corse si avvicina.

La periodizzazione dell'allenamento nel ciclismo e carico di allenamento

È questione di supercompensazione

Sembrano seguire la nota teoria della supercompensazione: alternanza di carichi elevati per stressare il fisico, e periodi di riposo, durante il quale il fisico si adatta e migliora.

Questi risultati non lasciano dubbi: non conta solo “il motore”, ma anche il metodo di allenamento.

I ciclisti che si allenano in modo saggio, alternando periodi di stress e riposo nel modo giusto, raggiungono alla fine le prestazioni migliori.

I ciclisti che non lo fanno, invece, perdono in termini di performance perché il loro corpo non ha il tempo di adattarsi e migliorare. 

“Ci vuole testa e garùn (polpacci)”, diceva il leggendario ciclista Alfredo Binda negli anni venti. Oppure “… con la pratica di allenamento puoi raggiungere un livello che è difficilmente classificabile”, come la saggezza dei Samurai suggeriva secoli fa. 

I dati condivisi dagli utenti di Strava hanno consentito una prima conferma su larga scala della teoria dell’overcompensation.

Inoltre, la nostra analisi ha rivelato che la strategia è fondamentale anche se non sei Eddie Merckx, ma soltanto un ciclista amatoriale.

“Ti alleni oggi?”, chiesi a Paolo dopo la sottomissione dell’articolo scientifico sulle prestazioni dei ciclisti.

“Oh no, oggi devo supercompensare”, rispose.

Qui la ricerca completa: “Engine Matters”: A First Large Scale Data Driven Study on Cyclists’ Performance

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Buona strada

Tiziano

Tiziano Cosio

Mi occupo di allenamento, biomeccanica e formazione nello sport. Aiuto squadre, professionisti e atleti amatoriali a migliorare le loro prestazioni.

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