Preparazione Atletica


Il dizionario è l'unico posto dove "successo" viene prima di "sudore"

V. Lombardi

La filosofia che sta alla base dell'approccio Ready To Ride è semplice.

Considerare ogni atleta come sistema aperto (applicando la Teoria Generale dei Sistemi).

Cioè?

 

Un sistema è un complesso di parti in relazione tra di loro, tutte insieme conferiscono al sistema proprietà.

Se devo allenare al meglio non posso considerare solamente alcuni aspetti come l'età, le caratteristiche fisiologiche o le preferenze di gara.

Se devo allenare al meglio non posso vedermi solo come atleta, impegnato ad allenarmi in sella alla mia bici.

Se devo allenare al meglio devo considerare tutti gli elementi: il lavoro, la famiglia, gli imprevisti.

Perché?

Il sistema è composto da sottosistemi strutturati e in relazione tra loro secondo un ordine di priorità.

Solitamente l'allenamento non è al primo posto, è tra le prime 5 priorità.

Quindi?

L'elemento fondamentale è l'equilibrio.

 

"Nella vita ci sono persone che fanno numero e persone che fanno la differenza"

Non guardo solo all'atleta in sella, ai numeri che emergono da dati e test, alle vittorie o ai piazzamenti.

Mi interessa la persona.

La programmazione degli allenamenti non parte dall'atleta.

Parte dalla persona.

Perché se aiuto a trovare equilibrio alla persona, anche l'atleta potrà rendere meglio.

Ogni atleta è un sistema complesso.

Ogni parte del sistema è in rapporto con le altre parti.

Qualunque cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le parti.

E in tutto il sistema.

La conoscenza di un atleta non si esaurisce nella sua fisiologia.

Perché?

Il sistema "atleta" non è la somma delle sue parti!

Analizzarlo a compartimenti stagni non porta alla comprensione dell’intero sistema.

Le stesse performance possono avere origini diverse.

Gli stessi allenamenti non producono gli stessi effetti.

Ogni atleta è un processo a sé.

Per questo ogni stagione seguo un numero limitato di atleti.

È una scelta etica.

Limitare il numero di persone da seguire significa voler dedicare loro del tempo.

Tra le parole più significative che i miei atleti mi hanno detto c'è una frase che mi ha colpito.

"So che non sono il solo, ma hai la capacità di farmi sentire unico".

Consideriamo l'atleta nella sua complessità.

Qual è il suo why?

Perché si allena?

I motivi possono essere tanti, ma sono riconducibili a due.

La prestazione.

La salute.

L'obiettivo comune è quello di mantenere o aumentare l'efficienza mediante l'esercizio costante.

Vale a dire un'abitudine.

Sappiamo tutti quanto può essere difficile essere costanti.

Educare consente di ricordare il Why, il Perché.

Educare non è altro che sviluppare, affinare con l'esercizio.

Se l'addestramento è una mera esecuzione di esercizi e prove, educare è qualcosa di più.

Il valore aggiunto è il processo relazionale con cui ci si approccia all'allenamento.

Non solo una serie di indicazioni e prescrizioni.

Una condivisione costante del perché lo stiamo facendo.

Perché è importante il sapere dove si vuole andare, ma ancor più importante il percorso che si affronta.

La proposta per la nuova stagione (LINK AL PDF)

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Gli atleti già seguiti nella stagione 2017/2018 possono accedere ad un'offerta dedicata. 

 

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