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Biomeccanica: requisiti minimi

alcuni aspetti da considerare nella scelta del biomeccanico




Il posizionamento biomeccanico è una scienza nuova che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni.

Molte novità tecnologiche sono arrivate per migliorare la ricerca della posizione ottimale sulla bici.

Tuttavia, l'obiettivo finale rimane lo stesso, indipendentemente dagli strumenti utilizzati o meno. Quali sono gli elementi per valutare un buon posizionamento?

In questo articolo insieme vedremo:

  • la biomeccanica;

  • il feedback;

  •  alcuni consigli.

Are you ready? Si parte!

La biomeccanica

Parlare di biomeccanica fa riferimento ad una duplice accezione.

Il termine biomeccanica fa riferimento ad un approccio scientifico di analisi dell’atleta: si tratta di valutare l’atleta in funzione delle competenze in possesso del tecnico.

Questo perché il posizionamento biomeccanico non è un sistema basato unicamente su angoli di lavoro e dimensioni di telaio e componenti.

La tecnologia nel campo del Bike Fit cambierà e si evolverà sempre, il corpo umano no: ha delle caratteristiche generali che è necessario conoscere per poter operare al meglio.

Proprio per questo è importante concentrarsi sull’atleta: sia che esca per il piacere di pedalare oppure si alleni per vincere la prossima Granfondo, possiamo individuare tre obiettivi comuni:

• Essere più a proprio agio sulla propria bici

• Migliorare la performance in sella (più veloci, più potenti, più sicuri nella guida)

• Ridurre al minimo il rischio di lesioni, in particolare lesioni da sforzo ripetuto.

Il posizionamento ha come finalità il raggiungimento questi tre obiettivi.

Il feedback

Altrettanto importante è la risposta soggettiva che ogni biomeccanico dovrebbe vericare:

"il mio collo non fa male ora", "mi sento più comodo sulla bici" o "non mi trovo bene, mi sento peggio rispetto a prima"

sono alcune risposte comuni che abbiamo sentito tutti. 

La valutazione soggettiva dovrebbe essere applicata prima e durante il posizionamento; e almeno dopo una settimana per una successiva valutazione.

In Ready To Ride il processo di follow-up dura tre mesi, dove non lasciamo l’atleta solo e monitoriamo il suo adattamento alla nuova posizione.

Consigli

Il ciclismo è uno sport chiuso alle novità. L'allenamento non in sella alla propria bici è uno dei miti con i quali si è dovuto fare i conti, è divenuto essenziale per tutti i ciclisti. 

Questo perché puoi migliorare non solo la tua condizione in sella, ma la tua salute generale.

Il numero di ciclisti che percepiscono fastidio e dolore mentre vanno in bicicletta è un dato importante.  La maggioranza dei ciclisti che si rivolge a noi soffre a causa della posizione in bici o di patologie che hanno ridotto la loro capacità di pedalare. 

I fastidi e dolori più comuni riguardano le ginocchia e la zona lombare, la parte bassa della schiena. In alcuni casi la posizione sulla bici non c’entra ed il posizionamento diventa una sessione di lavoro sul corpo per affrontare i problemi che sono diventati cronici. 

Quando il dolore è trascurato, può evolversi in una forma cronica. Senza una valutazione biomeccanica dei movimenti dell’atleta, il biomeccanico può solo effettuare regolazioni meccaniche sulla una bici. 

E se il problema non è legato alla posizione? Il tecnico esaurirà rapidamente le opzioni. 

Ogni ciclista è un caso a sè e richiede un intervento individuale. Valori come potenza e frequenza cardiaca sono individualizzati, allo stesso modo il programma di allenamento e le singole unità di allenamento dovrebbero essere così. Così come l'attività extra-bici. 

Solamente attraverso l'analisi dei punti di forza, limiti e debolezze dell'atleta è possibile stilare un programma di riatletizzazione dell'atleta non in sella.

Una valutazione professionale deve seguire uno schema specifico per determinare il range di movimento ed eventuali carenze dell’atleta.

Eseguire una valutazione anatomica e raccomandare esercizi specifici - allungamenti e allenamento della forza - che dopo la dimostrazione dovrebbero essere proseguiti durante il periodo di adattamento. 

Questi esercizi personalizzati dovrebbero diventare una parte regolare del programma di allenamento personale. 

Si parte dalla base: la performance può essere vista come una piramide, non può dimenticarsi di valutare il range di movimento e le capacità fisiche individuali. 

Per la maggior parte dei ciclisti, la piramide è al contrario. Questo significa considerare l’allenamento del movimento un optional, inserendolo su una situazione di salute precaria e con una condizione che potrebbe essere molto più solida. 

Soltanto investendo tempo sulla base, si renderà la piramide stabile. Questo renderà l'atleta meno soggetto ad infortuni e aumenterà la performance ciclistica.

Quindi, come scegliere il biomeccanico?

La scelta deve essere guidata da una precisa scala di valori che provo a delineare:

  • la competenza del tecnico;

  • la sua rete professionale, in caso di problematiche particolari. Per esempio la collaborazione con un fisioterapista;

  • la strumentazione tecnica a disposizione;

  • la presenza di uno schema chiaro di intervento basato su: valutazione, modifiche, adattamento e follow-up.

Questa è l'idea di fondo con la quale lavoriamo. Se sei interessato PRENOTA un appuntamento.