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Posizionamento e Biomeccanica




Quanto segue è frutto di anni di esperienza e diverse decine di posizionamenti nel mio piccolo studio di Brescia. Negli anni mi sono trovato di fronte a diverse situazioni che meritano di essere condivise. Le immagini che seguono sono tratte dal sito bikefitting.com, società alla quale mi sono affidato sin dall'inizio per muovermi in quest'ambito.

Per chi inizia a pedalare appare tutto semplice: scegliere una bici della taglia corretta - o almeno non del tutto sbagliata - iniziare a pedalare, tollerare i piccoli problemi che si creano nelle prime uscite come parte del processo di adattamento al nuovo sport. Oppure mi capita parecchie volte di osservare ciclisti esperti su bici da migliaia di euro che sono messi male in sella, annullando tutti i benefici di una bici di quel valore, studiata per alte performance.

Ciò che voglio fare con questo articolo è andare ad illustrare il processo di posizionamento, dalla fase iniziale alla trasmissione dei dati elaborati. Se stai pensando ad un posizionamento biomeccanico, sei sulla pagina giusta: proseguendo nella lettura capirai perché si tratta di un ottimo investimento.

Are you Ready? Si parte!

Trovare la posizione migliore in sella è fondamentale per la performance, per la comodità e per minimizzare il rischio di infortuni. Ma non esiste una formula magica: la posizione corretta è data dal corretto bilanciamento tra ricerca di performance, aerodinamica e comodità.

Questo equilibrio si trova nei cinque principali punti di contatto ciclista / bici: la posizione in sella, l'interfaccia piede/pedale e la presa sul manubrio. Tutto molto semplice ed allo stesso tempo complicato.

Il mondo della biomeccanica presenta una molteplicità di sfaccettature e di approcci, strumenti e filosofie diverse. Senza un posizionamento corretto "non sai cosa ti perdi".
Si tratta di garantire un posizionamento confortevole che minimizzi il rischio di infortuni e che massimizzi la performance. Nell'ambito della biomeccanica legata al ciclismo appaiono sempre più importanti strumenti che descrivano nel dettaglio la bici da utilizzare: dalla taglia alla misura del singolo componente.

Principalmente i clienti che ricevo si presentano per diversi motivi:

  1. prima dell'acquisto di un nuovo mezzo per verificare la taglia corretta;
  2. per risolvere piccoli infortuni e fastidi derivanti da un errato posizionamento;
  3. per migliorare l'efficienza sul mezzo.

Per i curiosi, e non,  qui di seguito descrivo l'intero processo step by step:

L'intervista - Prima di modificare la posizione in bici, il primo passo è raccogliere il maggior numero di informazioni sull'atleta: obiettivi, tipologia di gare affrontate, dolori e problemi presenti che si vogliono andare a risolvere tramite il posizionamento. Questo perché è del tutto inutile impostare una posizione troppo racing per un ciclista che vuole impegnarsi principalmente in uscite di piacere. E viceversa.

Posizione di partenza - Durante l'intervista l'atleta viene posizionato sulla bici per un breve riscaldamento, utile per attivare i muscoli impegnati durante la pedalata e per osservarne la caratteristiche. E' una fase molto importante del processo dove l'obiettivo è quello di andare ad invidivuare le cause delle problematiche segnalate. Un aspetto curioso che ho osservato in questi anni è la tendenza ad impostare l'altezza sella parecchi centimetri oltre quella che risulta essere la posizione ottimale; raramente mi è capitato di dover correggere una sella troppo bassa. Le cause possono essere molteplici, la principale è la ricerca - a tratti ossessiva - di un dislivello sella - manubrio notevole.

Valutazione fisica - Il secondo step prevede l'osservazione delle caratteristiche fisiche e la misurazione delle caratterestiche antropometriche. Esistono attualmente, sia in versione a pagamento che gratuita, software di analisi che calcolano il posizionamento ottimale partendo dai valori antropometrici. Considerando che questi sono elaborati su una media della popolazione, è facile capire come la possibilità di errore sia molto alta. Tener conto, oltre che alle semplici misure, anche delle caratteristiche del singolo atleta rappresenta il primo passo per un corretto posizionamento.

Posizionamento delle tacchette - Verifica dell'interfaccia di posizionamento piede/pedale al fine di ottimizzare la forza trasmessa. Esiste un posizionamento ideale delle tacchette: suola parallela e asse ginocchio-pedale perpendicolare al terreno durante la fase di spinta sono alcuni aspetti. La realtà è diversa perché si scontra con le caratteristiche fisiologiche del singolo e le richieste della gara. Da qui come non vi sia UNA posizione corretta delle tacchette, ma anch'essa vada modificata in relazione agli obiettivi.

Posizionamento degli arti inferiori - Problematiche quali la verifica del corretto posizionamento delle tacchette, l'iperestensione degli arti inferiori, l'appoggio sulla sella... sono esaminati e corretti in modo da mettere l'atleta nella miglior posizione possibile. Scrivevo, qualche riga sopra, dell'altezza sella in alcuni casi esagerata. A ciò si aggiunge la relazione stretta con il posizionamento delle tacchette, che rende l'intero processo ricorsivo, richiedendo verifiche sulle modifiche sull'intero sistema. Anche l'arretramento sella viene valutato ed eventualmente corretto.

Posizionamento della parte superiore - Verificando il corretto appoggio nella zona sterzo, con verifica dei componenti (attacco, manubrio, spessori) montati. Le modifiche sono in stretta relazione ai passaggi precedenti e alla ricerca di una posizione che garantisca la comodità e che non sia un aspetto limitante la performance; questo diventa importante in alcune discipline quali cronometro e triathlon.

Raccomandazioni e documentazione - Con le correzioni fatte è tempo di osservare i cambiamenti apportati, il tutto in un unico documento che riporta le differenze tra il posizionamento iniziale e quello corretto. Il tutto con eventuali immagini / video esplicativi a corredo della documentazione lasciata.

 

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